| Prosecco
D.O.C. di Conegliano-Valdobbiadene
Lanciata la campagna di comunicazione ideata per contrastare
le imitazioni del Prosecco DOC
Prosecco? L’originale è quello di Conegliano
Valdobbiadene è il contenuto della campagna di
comunicazione internazionale, che parte in ottobre all’Aeroporto
Marco Polo di Venezia.
Così il Consorzio per la Tutela del Prosecco
doc risponde alla minaccia del prosecco in lattina,
che
verrà a breve lanciato sul mercato, e a tutte
le altre imitazioni dell’originale spumante delle
colline
di Conegliano Valdobbiadene. Venezia sarà la
prima tappa di una più ampia strategia, volta
a
promuovere l’autentico Prosecco in Italia e all’Estero.
“Con questa risposta i produttori di Conegliano
Valdobbiadene trasformano la minaccia in
opportunità”, afferma il Direttore del
Consorzio di Tutela Giancarlo Vettorello “Il nome
prosecco,
infatti, di per se non basta. Chi cerca un prodotto
di qualità può trovare garanzia solo in
quello
DOC, frutto di una lunga storia e del territorio unico
di queste colline. Sarà questo il messaggio
centrale della nostra campagna informativa. Solo affermando
che l’originale Prosecco è quello doc
potremo dare un messaggio positivo e costruttivo, offrendo
l’opportunità di conoscere l’autentico
prodotto ai molti nuovi consumatori del mercato internazionale”.
Il Consorzio di Tutela dimostra quindi di preferire
i fatti alle parole. Già da tempo aveva sottoposto
all’attenzione delle istituzioni il caso del prosecco
in lattina. “Il 19 dicembre 2005 richiedevamo
alla Repressione Frodi Centrale di Roma, al Ministero
delle Politiche Agricole e Forestali e alla
Regione Veneto di intervenire nei confronti del prosecco
in lattina, quale prodotto lesivo per
l’immagine della denominazione “ afferma
il Presidente del Consorzio di Tutela Franco Adami.
“I
nostri avvocati stanno studiando da tempo la situazione
e faremo molta attenzione a verificare che
nelle eventuali pubblicità di prosecco in lattina
non appaia alcun riferimento al territorio di
Conegliano Valdobbiadene. Siamo pronti ad agire legalmente
qualora ce ne sia bisogno. “
Riserva e tutela del nome Prosecco sono comunque i punti
centrali su cui punterà il Consorzio di
Tutela. “In tutta la vicenda lo sfruttamento del
nome del vino Prosecco è chiara e lampante: ciò
che conta è il nome, divenuto di successo grazie
al serio lavoro di oltre 3.000 viticoltori e di 130
aziende spumantistiche. Per i produttori di Conegliano
Valdobbiadene Prosecco è un vino frutto
del lavoro di tre generazioni, simbolo del territorio.
Ora vediamo sfruttato il nostro patrimonio da
chi vuole guadagni facili : queste speculazioni danneggiano
il nostro lavoro.” Continua il
Presidente del Consorzio “ Abbiamo inoltrato la
richiesta di riservare ai soli vini doc il nome di
Prosecco già nel 2000. Con la riserva del nome,
solo i vini doc, soggetti ad una precisa normativa,
potranno chiamarsi Prosecco e non si potrà quindi
trovare un vino in lattina. Si tratta anche di una
garanzia per il consumatore. In tutti questi anni non
si è arrivati ad un accordo ma forse
dall’esperienza negativa del prosecco in lattina
potrebbe venire la soluzione. Tutti i produttori si
sono resi conto della minaccia e desiderano trovare
una soluzione per garantire un futuro al
prodotto.”
Fonte : Comunicato stampa Prosecco.it
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